la defense, inserito originariamente da inmicio.
il centro commerciale e palacongressi CNIT nel quartiere della Defense a Parigi è oggettivamente atipico.
luci soffuse, musica di sottofondo scelta con grandissima cura e buongusto, toni di voce pacati e tranquilli, negozi chiaramente selezionati e ampi spazi fruibili.
il contrasto con il dirimpettaio Dome, emblema della tipologia a noi più nota e a me meno cara di centro commerciale, non è semplicemente evidente, è violento: orde di persone che sbraitano, si ammassano, si incattiviscono.
le estrazioni sociali, le origini culturali e geografiche sono sostanzialmente le stesse se prendiamo a campione gli ospiti di entrambe le strutture, eppure è così diverso il loro comportamento, la loro educazione, anche la loro dignità… e questo esclusivamente grazie a una diversa attenzione progettuale.
è chiaro che l’obiettivo di Dome è vendere e farlo velocemente, mentre CNIT accoglie.
accoglienza.
non posso non ragionare su questo concetto senza pensare ai soldati in tenuta da combattimento con i mitra spianati che ci hanno accolto in metropolitana proprio in corrispondenza della fermata della Defense.
perché?
non riesco a capire la presenza dei soldati per le strade delle città in Italia, che almeno sono disarmati, figuriamoci cosa posso pensare di quei tre citrulli con la faccia da ebete macho e il dito sul grilletto che ci hanno guardati torvi e minacciosi mentre scendevamo dal treno.
squallido.
squallido quanto la grande arche sporca e abbandonata, monca a causa degli ascensori danneggiati (clicca qui) e dalla conseguente decisione di chiudere al pubblico definitivamente (clicca qui) un simbolo della nouvelle grandeur francese, con il divertente esito di sminuirne pesantemente l’immagine.
ridicolo.
e triste.
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