metti un pomeriggio inaspettato a Torino…

mole italica

La Mole è ciò che non ho visto martedì scorso: nel traffico nervoso di una Torino appena bagnata dalla pioggia mi sono voltato a destra e a sinistra, in alto e in basso, ma per una volta la Mole Antonelliana non l’ho vista.

Luigi

Luigi, ospite, tramite e gentiluomo: con la scusa di consegnargli quattro bottiglie di (manco a dirlo) Barbacarlo mi sono trovato proiettato in un pomeriggio inaspettato. Sorrido.

bau

Bau, perché il nome non lo ricordo e i bambini i cani li chiamano così, bau. Ha messo in chiaro rapidamente il proprio ruolo di guardiano e di ospite. Pat pat.

Vittorio

Vittorio, curioso, inarrestabile, sagace: volevo sorprenderlo arrivando nella sua edicola a Cavoretto. Lui, assente, ha vinto. Ritrovato a casa di Luigi mi saluta dicendo: “Non penserai di tornare a casa presto, vero?”

fragole

Fragole, nel giardino. Ancora presto per allungare le mani, ma promettono bene.

Anna

La gioia nell’essere raggiunto da Anna, eroica, salita sul treno delle sei e recuperata a Porta Susa da Vittorio due ore più tardi, mentre io e Luigi simulavamo indifferenza parcheggiati in quadrupla fila fuori dalla stazione.

Martedì scorso è stata una giornata preziosa: la mattinata trascorsa con Davide Dutto, fotografo sensibile e attento, conosciuto per lavoro e per questo periodicamente ritrovato mi ha dato la possibilità di vedere e rivedere i suoi lavori, di parlare dei suoi progetti e dei suoi crucci, ha fatto da prologo a un’entusiasmante invasione in terra sabauda.

Sorrido ripensando alle ore trascorse, alle parole dette e alle bottiglie viste, soppesate, aperte, bevute. Bottiglie fatte di persone e da persone, bottiglie come allegorie o come pretesto per rimanere interdetti di fronte a profumi e sapori, tanto quanto davanti a riflessioni e rivelazioni. Battute salaci, brevi imbarazzi, momenti di fugace amarezza che diventa consapevolezza e necessità di rivalsa, sorrisi che sbocciano in risate sincere.

Ho la piacevole sensazione di essere un poco più ricco mentre torno a casa, di notte, Anna che dorme accanto a me.

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2 Responses to metti un pomeriggio inaspettato a Torino…

  1. La foto delle fragole del giardino-zen di Luigi è da oscar 🙂
    Grazie a te e a Anna per essere venuti a Torino e per aver condiviso gioie e dolori nella ricerca di luoghi e bottiglie in una splendida sera di maggio.

  2. Luigi Fracchia ha detto:

    Ci tengo a precisare che Bau si chiama Machi ;).
    Bellissimo pomeriggio quello che hai passato con noi, è allegramente scivolato fino a notte fonda senza cedimenti e senza intoppi insormontabili (malgrado più di uno abbia provato a minare la nostra capacità di sopportazione). Vi aspettiamo per il bis.

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