Buttafuoco Luogo della Cerasa 2010 – Andrea Picchioni – Canneto Pavese

Pavia - il Ponte dell'Impero intravisto dal Ponte Coperto

A volte ti trovi stretto tra un paio di contingenze, mentre leggi un libro seduto sul treno rivolto verso casa.

Ti trovi a pensare al perché sei in treno e non in macchina, sorriso amaro, e rifletti sul lato positivo del leggere, attività deprecabile se svolta alla guida di un automezzo.

Pensi anche che dopo domani il dentista ti metterà pesantemente le mani in bocca, presto inizierai a prendere l’antibiotico e per qualche giorno le grosse e invadenti pastiglie ti accompagneranno mettendo il tuo organismo in ginocchio.

Sai che Anna è già a casa, sai che un’idea di cena è già definita, eppure vieni preso dall’infantile necessità di una coccola, di un gioco… la prospettiva di una pasta zucchine e melanzane, con la pioggia e il freddo che fa in questo maggio insicuro, proprio non ti aggrada.

E allora telefoni e dici che alla cena ci pensi tu, meditando una rapida incursione in via Bossolaro per prendere il miglior kebab di Pavia (non accetto smentite di sorta) e dei falafel, chiedendo di trasformare zucchine e melanzane in un contorno.

E vuoi stappare una bottiglia, ma non sai cosa. Chiudi un attimo il libro, alle tue spalle fuori dal finestrino risaie e cascinali scivolano veloci come striature nella pioggia, mentre passi in rassegna la cantina.

Provi a pensare ai sapori della pietanza e piano piano scarti qualcosa; a una stazione intermedia una folata d’aria e qualche goccia di pioggia ti ricorda del freddo e su due piedi scarti bianchi e bollicine (oh… a me piace chiamarle così… mi fa tenerezza!); esamini i rossi, indeciso…

E un’ora dopo ti ritrovi seduto a casa, un piatto speziato e invitante di fronte, ne percepisci il calore e ti dici che fuori può pure piovere.

Sul tavolo una bottiglia di Buttafuoco, uvaggio espressione di un terroir che ami profondamente e che tanto è bistrattato, l’Oltrepo Pavese, tuo vicino di casa.

#BufalaMI

Luogo della Cerasa, 2010. Azienda Agricola Picchioni Andrea in Canneto Pavese PV.

E ti sembra di vedertelo davanti Andrea, mentre stappi la bottiglia.

Al tuo naso, ben poco ammaestrato ma molto curioso, la mescolanza di barbera, croatina e vespolina si presenta intrigante. Ti fa pensare al pinot nero, ma non sai bene perché. Ti godi l’impatto e cerchi di capire di cosa è composto il profumo, cosa ti piace. Mora, intensa. Come il colore.

In bocca il vino è fresco, fruttato, appena carnoso, ma in modo piacevolmente sornione: l’acciaio, dove avvengono macerazione e un’affinatura di sei mesi, forse spiega questa facile beva.

Né tronfio, né invadente, ma indubbiamente deciso, il bicchiere fronteggia l’ottomano asserragliato nel piatto senza paura.

E tu sei tutto contento, perché una volta tanto hai azzeccato un abbinamento.

Luogo della Cerasa - Picchioni

Io l’ho comperato direttamente da lui, che è persona gentile e amabile, ma a Pavia si trova da InOltre e alle Scuderie del Borgo senza difficoltà, a un po’ meno di dieci euro.

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